Allevamento cani certificato

Caratteristiche di un allevamento cani certificato in Italia

Caratteristiche di un allevamento cani certificato in Italia

Caratteristiche di un allevamento cani certificato in Italia

In qusto articolo andremo a scoprire come si diventa un allevamento cani certificato e come riconoscerne uno.

In Italia il Registro allevatori può essere riscontrato sul sito dell’ENCI, che è l’Ente Nazionale Cinofilia Italiana.

Dal registro si evince che gli allevatori oggi in Italia sono sopra i 1700 regolarmente iscritti nei Registri e all’ENCI.

Il numero è soltanto indicativo in quanto le stringenti revisioni in fatto di criteri e requisiti occorrenti ne variano il numero in quanto le verifiche sono continuative.

In questi registri ENCI sono iscritti solamente i veri allevatori professionali, sono esclusi gli allevatori amatoriali o privati che fanno cucciolate.

Allevamento cani certificato: i veri professionisti

Un vero allevatore professionale di solito alleva al massimo tre tipi di razza canina (noi ad esempio trattiamo cuccioli di Spitz, cuccioli di Barboncino e cuccili di Maltese) alcuni sono specializzati in una sola razza e vi si dedicano esclusivamente perché appassionati di quella tipologia o dei suoi caratteri e perché ne conoscono tutti i segreti per ottenere esemplari che diventeranno tutti futuri campioni.

Può capitare di venire a conoscenza di un allevamento che dispone di molti cuccioli di qualunque razza e che pertanto fa guadagnare soldi, si tratta solamente di rivendite commerciali di cuccioli di dubbia provenienza.

Basti sapere che in tali pseudo-allevamenti non è presente alcun riproduttore o forse al massimo uno.

Queste rivendite solitamente fanno arrivare i cuccioli da paesi esteri, solitamente dall’est, senza alcun pedigree di accompagnamento e sprovvisti di microchip per non essere facilmente individuati, per cui non si conosce nulla del cane e per di più per la Legge italiana non possono essere venduti come “cani di razza”, pertanto non siamo certamente in presenza di un allevatore professionale ed eticamente rigoroso.

I requisiti per allevatori e allevamenti

Un vero allevamento cani certificato è ossequioso delle normative vigenti di tipo igienico-sanitario in materia e seguire le prescrizioni e i dettami del D.lgs. n. 146 del 26 marzo 2001, che dispone le norme di protezione degli animali nati e cresciuti negli allevamenti.

Inoltre deve essere soggetto a tutti i controlli che l’Asl di competenza di quel territorio intende attuare, anche a sorpresa.

Per cui chiunque volesse intraprendere l’attività di allevamento di animali deve essere cosciente ed informato sulle leggi e sulle ordinanze sia nazionali sia regionali e anche su quelle comunali.

Le regole fondamentali per ogni allevamento

-L’allevamento cani certificato è vietato nelle zone urbanizzate ma ammesso in zone agricole.

-È vietato allevare animali all’interno di locali come soffitte o scantinati, garage o stanze di appartamento o pertinenze di appartamento.

-Nelle aree con destinazione urbanistica a zona agricola l’allevamento deve trovarsi a una distanza minima dalla più vicina abitazione per almeno 50 metri qualora l’allevamento contenga fino a 10 capi, mentre tale distanza minima si eleva a 100 metri nel caso in cui l’allevamento contenga più di 10 capi.

Tale distanza può essere minore, ma mai per più del 50% dei limiti suddetti, nel caso in cui si installano dei sistemi di abbattimento dei disturbi prodotti dall’impianto.

-È vietato inoltre confinare gli animali in contenitori e/o gabbie (esclusi uccelli e/o piccoli roditori).

Lavoro dell’allevatore di cani

Un allevatore di cani è per definizione chiunque abbia di proprietà o a disposizione un cane femmina di qualsiasi razza e stabilisca di farle fare una cucciolata; inoltre è professionale se segue e mette in atto le norme stabilite dalla Legge n. 349 del 23 agosto 1993.

Un allevatore di cani si configura come imprenditore di tipo agricolo dal momento in cui sono presenti o possiede nell’allevamento almeno o più di 5 fattrici ed una produzione annua di 30 cuccioli.

Come essere in regola con la legge

Gli allevatori professionali devono essere iscritti alla Camera di Commercio ed essere dotati di Partita IVA, acquisire la prescritta autorizzazione sanitaria da esporre al pubblico in luogo ben visibile e devono dotarsi di registro di carico/scarico e quindi poter emettere documenti fiscali.

Nei casi in cui i limiti suddetti, n. 5 fattrici e n. 30 cuccioli fossero inferiori, per l’allevatore l’attività è amatoriale e quindi equiparata ad attività hobbistica.

In ogni caso deve dotarsi di autorizzazione da parte dell’Asl competente ma non ha obbligo di rilasciare documenti fiscali.

Un amatore di tale tipologia può richiedere l’iscrizione e quindi la concessione dell’affisso ENCI, in tal modo i cuccioli potranno essere dotati di Pedigree.

Requisiti per attività di cinotecnica

Con la Legge n. 349 del 23 agosto 1993, l’attività cinotecnica è stata definita compiutamente come quella relativa non solo all’allevamento, ma anche alla selezione e all’addestramento e tecniche di educazione delle razze canine.

Come già ricordato l’allevamento deve essere dotato di autorizzazione sanitaria.

Chiaramente oltre alla legge tutti coloro che svolgono tale attività devono rispettare ogni disposizione regionale in materia e le disposizioni emanate dall’ENCI.

Gli allevatori professionali sono obbligati alla tenuta del registro di carico e scarico, vidimato dall’Asl, sul quale sono annotati:

-la segnalazione del cane e il numero di microchip impiantato;

-le date in ingresso e in uscita nel caso di vendita o cessione dell’animale e l’annotazione prima della consegna al nuovo proprietario;

-la data di nascita di tutte le cucciolate e il numero dei cuccioli nati (annotando il numero dei nati vivi e dei nati morti), il tutto nelle 24 ore dall’evento;

-entro la fine del mese di gennaio di ogni anno, la copia del registro di carico e scarico va inoltrato all’ufficio comunale competente.

Requisiti per l’allevamento

Dal punto di vista architettonico l’allevamento cani certificato deve essere idoneo e rispettare tutti i parametri e gli standard richiesti, ovvero offrire ed avere i requisiti minimi perché gli animali siano trattati bene e le condizioni di vivibilità siano ammissibili e compatibili con le loro caratteristiche.

Pertanto è necessario che gli animali abbiano spazi areati, di ampia superficie, riparati e protetti dagli agenti atmosferici ed avere una serie di cucce ben strutturate che gli animali considerano il loro rifugio.

Un allevatore serio non separa mai i cuccioli dalla madre prima dei 60 giorni, e garantisce il movimento dei cuccioli almeno per un’ora al giorno.

Come riconoscere un allevamento serio

Un criterio che distingue un allevamento serio e che è da considerare e che lo distingue dal commerciante di rivendita è quello di poter vedere di persona e consentire a chiunque di verificare e visitare l’allevamento fisico e spiegare anche le tecniche che si attuano e le cure che si somministrano agli animali e quindi rendersi conto effettivamente delle loro condizioni di vita e di tenuta.

Un’ultima notazione riguardo agli allevatori affidabili è quella che consegnano i cuccioli agli acquirenti sempre all’interno del proprio allevamento e mai al di fuori da esso.

Se cerchi maggiori informazioni riguardo le razze che alleviamo:

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