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Origini del cane barboncino: dal barbone una nuova razza

Origini del cane barboncino: dal barbone una nuova razza

Origini del cane barboncino: dal barbone una nuova razza

Il Barboncino? Chi non lo conosce, è uno dei cagnolini più diffusi nel mondo intero, in questo articolo scopriremo le origini del cane barboncino.

È amato e vezzeggiato dai bambini, è un cane dal portamento aristocratico, è di compagnia per famiglie e anziani, insomma è un cane perfetto.

Ma quali sono le origini del cane barboncino, quali sono state le vicende che lo hanno portato ad essere quello che oggi conosciamo, vediamo nel seguito di sapere qualcosa in più per poterlo conoscere meglio.

Purtroppo ancora oggi non si hanno certezze assolute sulle origini del cane barboncino e quindi sulla sua storia iniziale, ma si hanno notizie e aneddoti che però non sono suffragate dall’ufficialità.

Vi è comunque da notare che alcuni punti certi da cui partire esistono e sono riferiti al fatto che il barboncino discende dalla razza Barbone di cui, in pratica, è la sua versione più piccola.

Il barboncino è una razza?

Difatti il cane di razza riconosciuto dagli organi preposti è proprio il cane Barbone, mentre quella del barboncino non è riconosciuta a livello ufficiale.

Infatti sia l’ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana) sia la FCI (Fédération Cynologique Internationale), riconoscono ufficialmente soltanto la sua versione “grande”, ovvero il Barbone.

Come accennato sopra il Barboncino è effettivamente la versione più piccola del Barbone: è perfetto per essere cane d’appartamento, la sua dolcezza e la sua sensibilità insieme alla sua affezione e brio lo rendono sempre disponibile a creare rapporti di amicizia con la famiglia che lo adotta.

L’origini del cane barboncino

Per cercare di capire le origini del cane barboncino bisogna partire dalla zona ove si ritiene si sia originato, a tal proposito vi sono diverse teorie che gli esperti di cose canine hanno proposto nel corso del tempo.

Alcuni studiosi propendono per la zona di origine francese, altri invece propongono come zona di origine la Germania, altri ancora sostengono che sia una derivazione del cane Barbet, che sarebbe una derivazione del “canis acquaticus” che però è un antico cane del territorio francese.

Insomma le incertezze continuano ad esistere.

Queste varie ipotesi si intrecciano ancora con altre che vorrebbero il barboncino francese sia giunto dalla Spagna o dal Portogallo al seguito dei soldati francesi durante le invasioni.

Il barboncino è stato utilizzato da sempre anche come cane da caccia, specialmente nelle zone paludose o nelle zone acquitrinose.

Antenati del Barboncino

L’antenato più prossimo del barboncino è il Barbet, è certamente europeo ed è stato definito “cane d’acqua dell’Europa” proprio perché amava le zone invase dalle acque per le quali nutriva particolare predilezione ed è inserito negli albi e riconosciuto come cane di razza.

Del Barbet si trova traccia da moltissimo tempo nelle zone francesi o ai confini.

Queste tracce si possono far risalire nell’intorno del 1300, infatti molteplici sono le testimonianze trascritte su libri che raccontano della bellezza e della predisposizione di questi cani verso l’uomo, la sua affidabilità e intelligenza e ne descrivono persino la taglia e la conformazione del mantello con i ricci folti.

Se ne deduce che già in quell’epoca erano molto richiesti per impiegarli sia nella caccia che per le semplici adozioni familiari.

Il Barbet

Bisognerà attendere il 1800 perché si proponesse che il Barbet potesse considerarsi un cane di razza, il suo nome quindi gli venne attribuito in special modo per il suo aspetto estetico.

Infatti il nome barbet è collegabile al muso del cane con la sua barba folta e riccia.

Non si può, pertanto, ricostruire la storia del Barboncino senza riferirsi al Barbet.

Infatti originariamente il Barbet e il Barbone, che ricordiamo è il cane di razza da cui discende il Barboncino, erano considerati simili a causa della notevole rassomiglianza, erano entrambi di pelo riccio, lungo, morbido e lanoso.

Successivamente si capì che non erano simili ma che appartenevano a due ceppi diversi.

Le differenze tra il Barbet e il Barbone

Il primo elemento di distinzione fu il portamento elegante del barbone mentre il Barbet appariva meno raffinato ma con il carattere sempre docile.

Il Barbet era molto abile a cacciare le prede di piccola conformazione, infatti i marinai lo usavano per cacciare i topi che vivevano sulle navi in angoli non raggiungibili dall’uomo e la sua fama di cacciatore era ben riposta tanto che era un cane molto desiderato e richiesto.

Si accorsero i proprietari che questo cane era anche molto dolce e fedele a cui piacevano le coccole oltre che a sentirsi a suo agio in casa e in compagnia, fu così che cominciarono a scoprirsi le sue doti di cane d’appartamento.

Barboncino, origini dal Barbone

Ormai è acclarato che il Barboncino deriva dal Barbone, ossia la versione grande del barboncino è iscritto nei registri come “cane di razza” ma la storia del barbet e del barbone sono esattamente simili, anzi, alcuni studiosi ritengono che il barbone sia derivato dal barbet a causa di numerosi incroci o accoppiamenti che si sono susseguiti in maniera naturale e in tempi molto lontani.

Non a caso si ritiene che anche il Barbone sia originario delle zone comprese tra la Francia e la Germania, il che spiega la similitudine tra i due cani e forse la comunanza di geni.

Non si può infatti disconoscere la similitudine sia nell’aspetto estetico sia per il carattere, ad esempio anche il barbone non disdegna l’acqua e se del caso ad acciuffare le prede.

Il barboncino nel medioevo e nel 1700

Il Barboncino nel medioevo era già conosciuto, questo è desumibile dal fatto che è raffigurato in diversi dipinti di quel periodo e non solo riferito ad una sola tipologia di barboncino ma alle sue tre varianti, lo standard, il nano, il toy.

Altri scritti letterari del 1700 descrivono i cagnolini dal pelo riccio miti e di compagnia.

Ma furono utilizzati anche per giochi circensi e numeri acrobatici tanto è la loro propensione al gioco, all’apprendimento e ad essere educati.

Barboni e barboncini: i cani dei nobili

Ma anche nelle residenze dorate dei nobili del 1800 i Barboni e i cani Barboncini facevano la loro bella figura e per questo vennero considerati cani nobili, cioè le classi altolocate li sceglievano per esibirli in segno di nobiltà e raffinatezza.

Questo aspetto della scelta che i nobili preferivano fare, fece sì che si decretasse la definitiva distinzione tra barbone e Barbet.

Infatti i nobili dell’epoca scelsero definitivamente di accompagnarsi con il barbone o il barboncino per la loro eleganza e perché erano di ottima compagnia con i quali trascorrevano le loro lunghe giornate.

Infine nulla ci vieta di considerare il barbone e il barboncino come del tutto equipollenti, infatti lo standard della razza può essere classificata in quattro esemplari che differiscono soltanto per la taglia a partire dal grande, al medio, al nano, al toy.

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