razza Spitz di Pomeriana

Le origini del cane Spitz: dalla fredda Finlandia all’Italia

Le origini del cane Spitz: dalla fredda Finlandia all'Italia

Le origini del cane Spitz

In questo articolo andremo a scoprire le origini del cane Spitz.

I cani Spitz che sono i più conosciuti in Italia sono il Volpino di Pomerania o il Volpino Italiano.

Sono inseriti nel Gruppo 5 della FCI e dell’Enci, in tale gruppo vi rientrano anche altri esemplari di cani, come quelli nordici che rientrano in altre categorie denominati da slitta, da caccia, da guardia e quelli di tipo primitivo.

Sono tutti cani con orecchie triangolari e muso appuntito e coda arrotolata poggiante sul dorso.

Quella che è la teoria a cui quasi tutti gli esperti fanno riferimento racconta che lo spitz tedesco discenda da branchi di cani che bivaccavano intorno a zone lacustri o paludose.

I primi avvistamenti del cane Spitz

Ci si riferisce ad un’epoca lontanissima e per questo alcuni affermano che il cane spitz è la razza più antica dell’Europa.

In effetti sembra che vi siano delle prove che collocano lo spitz con caratteristiche comuni con i lupi e che quindi da questi discendano.

Questa asserzione è suffragata dal ritrovamento di scheletri risalenti e databili a 5000 anni addietro, attribuibili a lupi con caratteristiche comuni alla razza Spitz così come la conosciamo oggi.

Degli esperti, poco tempo fa, hanno sperimentato l’accoppiamento di alcuni lupi con cani spitz e ne sono nati esemplari dall’aspetto di lupo, un esempio è quello dell’Alaskan Malamute che resta annoverato dalla FCI nella razza Spitz.

Altri studiosi affermano che il cane Spitz sia un cane originatosi nelle regioni artiche e da queste circa 3000 anni fa discese nell’Europa centrale in cerca di zone più temperate e da qui in tutto il mondo.

Da Gmelin alla regina d’ Inghilterra

Una prima conoscenza con questo cane si ha attraverso gli scritti di un biologo tedesco, Gmelin, che già nel 1788 li definiva cani della Pomerania, da questo abbiamo un’idea riguardo alle origini del cane Spitz.

Quando questi cani vennero riconosciuti in Inghilterra furono molto apprezzati dalla Regina moglie di Giorgio III e dalla sua corte e furono i preferiti della nobiltà del tempo che voleva imitare i gusti dei reali.

Fu così che il cane Spitz divenne popolare e desiderato e quindi allevato e diffuso in tutta l’Europa.

Ai giorni nostri gli unici due Spitz europei esistenti sono quello tedesco e il Volpino Italiano.

Le loro piccole dimensioni fanno sì che siano largamente utilizzati come cani da compagnia o di appartamento ma sono anche degli ottimi cani da guardia.

Spitz finlandese

L’origini del cane Spitz finlandese è anch’essa sconosciuta.

Si sa però che da tempo immemore altri cani simili allo Spitz finlandese furono da sempre utilizzati in tutta la Finlandia per la caccia a qualsiasi specie.

Originariamente agli allevatori primordiali interessava avere un cane bello e addestrabile per utilizzarlo nella caccia e perché sapesse riconoscere il passaggio di uccelli o la loro presenza sugli alberi e segnalarlo ai cacciatori.

Dal 1890 incominciarono le iscrizioni nel registro canino chiamato Libro delle origini, vi furono iscritti i cani di utilità e che erano utilizzati specialmente nelle zone a nord e a oriente della Finlandia.

Nel 1892 si riconobbero i caratteri fondamentali standard del cane Spitz finlandese e fu realizzata la prima mostra della razza Spitz Finlandese.

Questa razza oggi è la predominante in Finlandia tanto da essersi fregiata del titolo di “cane nazionale Finlandese” ma è anche molto diffuso in Svezia.

Origini e Storia dello spitz tedesco o di Pomerania

Il cane Spitz, come sopra detto, può essere considerata la razza canina più antica dell’Europa centrale e capostipite di altre varie razze ed è molto conosciuta in tutte le parti del mondo.

Gli antenati dello Spitz esistono dalla preistoria e sono stati trovati dei fossili ad essi attribuibili sia in Europa sia in Asia.

L’origini del cane Spitz tedesco in particolare, lo si fa discendere dal cosiddetto cane della Torba e dai cani Spitz che dimoravano insieme agli uomini sulle palafitte o nei villaggi lacustri.

Si ipotizza che all’origine era un cane di taglia media con un peso di circa 15 chilogrammi e utilizzato come guardiano delle greggi.

Testimonianze di avvistamenti dello Spitz tedesco

Si ritrovano anche testimonianze risalenti al diciassettesimo secolo che collocano lo spitz tedesco nelle dimore familiari.

Fu la regina Vittoria alla quale piacevano i cani piccoli, a ordinare ai suoi veterinari di provare a rimpicciolire la taglia del cane Spitz.

Fu così facendo che nel 1888 si decise di far accoppiare il cane Spitz tedesco con il volpino italiano, generando la razza Pomerania.

Il riconoscimento della razza Pomerania con paternità tedesca avvenne da parte della FCI nel 1960.

Origini dello Spitz Giapponese

Le origini del cane Spitz giapponese, anche in questo caso, sono incerte, alcuni esperti cinofili giapponesi asseriscono che siano di origine nordica e che derivi in forma rimpicciolita dal Samoiedo, che è un cane che viveva in Siberia nella steppa fredda e gelata e utilizzato per trainare le slitte e riscaldare i conducenti quando giocoforza dormivano all’aperto.

Ma non tutti sono d’accordo, a detta di altri esperti le origini del cane spitz giapponese sono da far risalire allo spitz tedesco.

Caratteristiche dello Spitz Giapponese

Lo Spitz giapponese, comunque, è cane molto ben proporzionato e ha un aspetto nobile ed elegante.

Rispetto allo spitz tedesco si presenta un po’ più largo per quanto concerne la parte posteriore, le orecchie sono alte nell’attacco alla testa, ma sempre triangolai e piccole, dritte e leggermente proiettate in avanti.

Gli occhi sono scuri e obliqui.

Il rapporto tra l’altezza del cane misurato al garrese e la lunghezza del suo tronco è quasi simile, in realtà è 1:1,1.

La coda con attacco alto è lunga e come caratteristica di tutti i cani Spitz, girata a spirale e portata sul dorso.

Le origini del Volpino Italiano

Il Volpino Italiano è senza dubbio di discendenza dello Spitz Europeo, razza antica e databile con l’Età del Bronzo.

Per il Volpino Italiano si fa risalire la sua prima traccia sul territorio italiano negli anni del 1600.

La Toscana, esiste anche il Volpino di Firenze, divenne il suo habitat naturale, mentre successivamente a Roma era molto diffuso tra le classi meno abbienti che lo adoravano e trattato come componente di famiglia e di compagnia, ma anche da guardia.

Successivamente anche la nobiltà romana si accorse del Volpino Italiano fino al punto di farlo diventare un cane di lusso, infatti divenne noto come il cane degli aristocratici e si dice fu apprezzato anche in Vaticano.

Tracce del volpino italiano risalgono intorno al 1500 rilevabili in un dipinto dell’artista Carpaccio noto col nome di La Visione di Sant’Agostino.

Nel dipinto conservato nella Scuola di San Giorgio a Venezia, ritrae un esemplare che rispecchia perfettamente gli standard qualitativi che sono anche quelli attuali per definirne la razza: gli occhi tondi, la piccola taglia; la testa corta, le orecchie dritte e lunghe.

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